Roma, lunedì 7 Aprile 2014

Il Teatro Valle è il più antico teatro della capitale ancora in attività. E’ stato inaugurato il 7 Gennaio 1727,
quasi trecento anni fa! Negli ultimi trent’anni tante volte ho avuto il privilegio e la fortuna di essere ospitato
su questo meraviglioso palcoscenico. Ho avuto il privilegio di fare quattro settimane di “tutto esaurito” con
“Due partite” di Cristina Comencini da me prodotto insieme ad Artisti Riuniti e ospite del Teatro Valle nella
primavera del 2007. Credo quindi di avere i titoli per poter dire che voglio bene al teatro Valle, gli sono
profondamente affezionato e lo vorrei vedere al centro dell’attenzione dei politici romani e no.
Fermo restando che i giovani teatranti romani hanno tutto il diritto di pretendere ed avere un luogo dove
poter lavorare, sperimentare, provare e rappresentare le proprie idee e il proprio lavoro, non credo che il
Teatro Valle sia il luogo adatto. Il teatro Valle deve tornare a poter essere il teatro dei romani, il teatro popolare
che è sempre stato, ricordiamoci l’amore che nutriva Eduardo per quel palco.
Vorrei poter tornare a produrre spettacoli con l’ambizione di vederli messi in scena al Teatro Valle. Vorrei poter
tornare ad essere spettatore, tra gli spettatori, di grandi spettacoli messi in scena dai miei colleghi produttori,
privati e pubblici; magari preferirei più privati, visto che il teatro è ormai quasi totalmente in mano alla politica,
ai circuiti pubblici e ai teatri stabili che si autocelebrano, si autopagano e si autoscambiano.
Che bello sarebbe poter parlare con un “direttore” del teatro Valle! Non un burocrate, non un raccomandato
politico col curriculum fasullo ma un uomo di teatro, magari un visionario proiettato nel futuro, magari un
reazionario incollato al passato ma comunque un teatrante. Uno che ha passato più tempo in teatro che al
ministero o alla sede del partito.
Forse sono solo sogni ma a me sembra che più passa il tempo e più i teatranti sono “incazzati”, più passa il
tempo e più si sentono orfani di un pezzo di loro stessi.
Continuo a pensare che sia il momento giusto per farsi sentire. Dove sono quelle duecentocinquantamila
persone occupate o disoccupate dello spettacolo dal vivo, dove sono quei venticinquemila lavoratori del
teatro? Dove czzzzo siete?? Fatevi sentire.

Leave a comment